FAQ

* Frequently Asked Questions, ovvero le domande ricorrenti degli utenti. Qui trovi una lista delle domande con le risposte più frequenti che vengono fornite ai nuovi arrivati.

CHE COS'E' MAGICA ITALIA?

Magica Italia è una guida annuale in formato cartaceo e digitale, nata nel 2004 per censire e raggruppare tutti i growshop italiani. La prima edizione della guida contava poco più di 100 negozi. E’ edita dalla Azienda ProdAction SRL e realizzata dallo staff della rivista bimestrale Dolce Vita.

CHE COS'E' UN GROWSHOP?

Un growshop è un negozio specializzato in articoli e attrezzature per la coltivazione e il giardinaggio con un occhio di riguardo al mondo della canapa.

Tra questi ci sono gli headshop (vendita di articoli per fumatori, ovvero accendini, posaceneri, cartine, cilum, narghilè, bong e vaporizzatori), gli hempshop (vendita di articoli e prodotti riguardanti la canapa o derivati-realizzati con la stessa (abbigliamento, cosmetica, alimenti, libri, riviste, dvd, ecc), gli smartshop (vendita di sostanze psicoattive legali come integratori o composti di origine naturale e sintetica) e i seedshop (vendita di semi di cannabis a scopo collezionistico).

Spesso un growshop è tutto questo e molto altro: punti di riferimento per gli amanti della canapa, info point e angoli degustazioni di prodotti alimentari.

E' TUTTO LEGALE?

Assolutamente si. Tutti i prodotti in vendita nei growshop sono a norma di legge, compresi i semi di cannabis, i quali sono esclusi dalla nozione legale di cannabis, ciò significa che essi non sono da considerarsi sostanza stupefacente (L. 412 del 1974, art. 1, comma 1, lett. B; Convenzione unica sugli stupefacenti di New York del 1961 e tabella II del decreto ministeriale 27/7/1992).

In Italia la coltivazione di cannabis è vietata (artt. 28 e 73 del DPR 309/90) se non si è in possesso di apposita autorizzazione (art. 17 DPR 309/90). Pertanto tali semi potranno essere utilizzati esclusivamente per fini collezionistici e per la preservazione genetica. Questi semi sono commercializzati con la riserva che essi non siano usati da terze parti in conflitto con la legge.

COME SI FA AD APRIRE UN GROWSHOP?

Abbiamo pubblicato un articolo a riguardo che vi invitiamo a leggere (leggi l’articolo). E’ un buon punto di partenza per avvicinarsi a questo settore.

COME SI SEGNALA L'APERTURA DI UN NEGOZIO?

E’ sufficiente inviarci un’email all’indirizzo info@guidamagicaitalia.com comunicandoci tutti i dati (nome negozio, indirizzo completo, numero di telefono, indirizzo email ed eventuale sito web).

L’inserimento del negozio nell’elenco growshop della guida è gratuito e garantito a tutti i negozi italiani del settore.

PERCHE' FARE PUBBLICITA SULLA GUIDA?

Perchè la guida Magica Italia rappresenta la pubblicazione più importante del “cannabusiness” italiano, ovvero il settore riguardante i growshop. Oltre ad essere consultata dal pubblico, è molto utilizzata anche dagli stessi titolari dei negozi e dai grossisti/rivenditori, nonché dalle aziende produttrici comprese le seedbank internazionali.

La pubblicità sulla guida è economica e dura 1 anno. Visibilità e promozione sono garantite.

APPROFONDIMENTI SULLA COLTIVAZIONE DI CANNABIS

Domestica od agraria, per uso personale o per assumerla tra amici, la coltivazione di piante che producano sostanze stupefacenti, rimane vietata non solo per il legislatore, ma, anche per la prevalente giurisprudenza di merito e, soprattutto, di legittimità.

Si deve ribadire, da un lato, che la condotta coltivatoria è tuttora prevista all’interno del testo del comma 1 dell’art. 73 dpr 309/90, che individua i comportamenti illeciti, di rilievo penale; coltivare, quindi, costituisce un reato a tutti gli effetti.

Sul piano dell’interpretazione, poi, si osserva che la sentenza del 10 Luglio 2008 n. 28605 emessa dalle SS.UU. della Corte di Cassazione, ha ulteriormente affermato, in modo definitivo, che nessuna forma di coltivazione può essere tollerata, o giustificata, ai fini del giudizio penale.
Come, infatti, si ricorderà – anche all’interno della stessa Corte Suprema – si erano create due correnti di pensiero, tra loro in feroce contrasto, l’una delle quali sosteneva la necessità di distinguere fra coltivazione domestica (non punibile) e coltivazione agraria (punibile), l’altra che, invece, negava la possibilità di operare una simile distinzione.

I due tipi di coltivazione, infatti, si distinguevano per la portata ed ampiezza della condotta, dei mezzi e degli strumenti, che l’agente risultava utilizzasse in concreto.

Per fare un esempio, nella categoria della coltivazione domestica rientrava qualsiasi forma di messa a dimora di piante fatta in modo rudimentale e concernente un numero di germogli limitatissimo (fino ad un massimo di 3 o 4).

Per la ritenuta modesta offensività del fatto, la coltivazione domestica (ove fosse stato dimostrato che essa soddisfaceva i soli bisogni del coltivatore e non quelli di altri) era stata equiparata, in sostanza, alla detenzione ad uso personale, e, quindi, considerata non costituente reato.

Ovviamente, qualsiasi altra forma di coltivazione che eccedesse i limiti, peraltro, venuti ad essere, empiricamente, stabiliti dalla giurisprudenza, rientrava in quel contesto agrario, che rimaneva indiscutibilmente reato.

Ad ogni modo, lo stato dell’arte, pare abbastanza pacifico, nel senso che coltivare integra di regola gli estremi di reato.

Non mancano eccezioni, ad esempio la Corte di Cassazione Sez. IV, sent. 28.06.2011 n° 25674 ha escluso che la coltivazione possa costituire reato, se il prodotto ottenuto non risulti obbiettivamente idoneo a produrre effetti droganti.

Come si può facilmente comprendere, si tratta di palesi eccezioni ad una regola, quella del divieto di coltivare, che non pare in alcun modo inquinata.

Collegati alla coltivazione, siccome utilizzati a tale scopo sono i semi di cannabis.
La sentenza della Sez. IV, 22.02.2012 n° 6972, (di conferma dell’assoluzione pronunziata dal Gup presso il Tribunale di Firenze dei due titolari di Semitalia), ribadisce il principio che la vendita dei semi di cannabis, di per sé, non costituisce ipotesi di reato.

Chiunque, quindi, può acquistare e detenere semi di cannabis, senza temere conseguenze, in quanto qualsiasi sequestro di semi (non di piante) è da ritenersi illegittimo, essi, infatti, non rientrano nel novero delle sostanze stupefacenti, perché privi di principio attivo.
(a cura dell’Avv. Carlo Alberto Zaina per Dolce Vita)

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